martedì 14 gennaio 2014

I concetti della linguistica e della filosofia del linguaggio raccolti in ordine alfabetico: Homepage

La linguistica e la filosofia del linguaggio mi appaiono discipline tanto misteriose quanto affascinanti. Questo blog si sviluppa in parallelo con altri blog destinato allo studio di un numero crescente di linguaggi con relativi esercizi. Un altra epoca ciò poteva avvenire con un accumulo privato di appunti e quaderni. Non vedo controindicazioni nel condividere il proprio interesse, anzi la passione, per lo studio e l'amore per l'ampliamento delle proprie conoscenze. Partendo da un vecchio libro di Martinet che giaceva fin dagli anni settanta nella mia Biblioteca colgo l'idea di raccogliere in ordine alfabeticoil maggior numero possibile di “concetti” ovvero termini che fanno parte di una disciplina per lo più accademica denominata “linguistica” a cui associo una nozione più ampia e indefinita di “filosofia del linguaggio”, ossia quella parte della filosofia – scienza generale di tutte le cose – che si occupa del linguaggio umano. Un'ultima avvertenza: questo blog nasce da uno spontaneo e libero interesse, a nulla finalizzato. Non ci riteniamo perciò vincolati ad una sorta di imperativo che sembra sia dettato per i blog che vogliono essere frequentati: il costante aggiornamento. Esso ci sarà, se ne avremo il tempo, la voglia, l'interesse, la salute. Gli introiti pubblicitari di Google Ad Sense sono risibili e non sono certo essi a poter fare da stimolo.

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lunedì 13 gennaio 2014

A: Acquisizione del linguaggio.

Homepage / A1 → 2
Così Martinet: «L’acquisizione del linguaggio da parte del fanciullo si definisce come lo sviluppo e la progressiva padronanza di tutto l'insieme dei processi che permettono l’esercizio del linguaggio» (La linguistica. Guida alfabetica, a cura di André Martinet, Milano, 1972, p. 13). In effetti, la maggior parte degli studi al riguardo trattano i tempi e i modi con i quali il fanciullo apprende il linguaggio ed incomincia ad usarlo. Sembra che giunto all'età adolescenziale o adulta il processo di apprendimento sia concluso e con esso anche gli studi linguistici per la comprensione del processo. Credo che nella realtà l'uomo non finisca mai di apprendere il linguaggio perché il processo di conoscenza è continua acquisizione o produzione di linguaggio. Una società non potrebbe funzionare ad uno stadio "umano” se il bambino terminasse all'età di tre o quattro anni la sua “acquisizione di linguaggio”. Lo si tollera invece, ma in modo selettivo, per l'uomo adulto, che è tagliato fuori dal processo "umano” di progressivo e costante sviluppo non per suoi limiti individuali e personali, ma per fattori storici, politici, economici, sociali, a studiare i quali la linguistica in quanto studio accademico e settoriale cessa di esistere e lascia il campo ad altri inquadramenti accademici della conoscenza che toccano la politica, la storia, la filosofia e quanto altro possibile in un processo di divisione della conoscenza e del lavoro intellettuale.

In un certo senso è forse più interessante e produttivo non lo studio dell'acquisizione del linguaggio da parte del bambino, cosa che è naturale come la respirazione e la nutrizione, ma l'arresto e la preclusione nell'uomo nel processo ulteriore del suo sviluppo potenzialmente illimitato se lo consente l'ambiente naturale, sociale, politico. Il linguaggio stesso divenuto strumento del potere diventa causa di soggezione dell'uomo stesso. Una società che fosse concepita razionalmente potrebbe disporre delle potenzialità illimitate di tutti i suoi componenti e raggiungere traguardi impensabili, forse potrebbe perfino sconfiggere la morte e proiettare l'uomo nell'eternità dei tempi.

martedì 24 dicembre 2013

Divagazioni senza pretese / Il sanscrito, lingua affascinante e misteriosa

In questo nuovo post, a conclusione della prima serie dei nostri blog linguistica, e per come avevamo detto, tentiamo di avviare una riflessione sul tema del liguaggio, dove tante cose sono state dette e sulle quali noi non vorremmo aggiungere nostre peculiari banalità. Il metodo che seguiremo consiste in una esplorazione della rete alla ricerca di cose interessanti, di cui non daremo notizie di cui nessuno ha bisogno, potendosele cercare da soli, ma su cui noi stessi ci renderemo edotti riassumendoli e tentando qualche spunto di riflessione.

È il caso del sanscrito, di cui vorremmo tentare uno studio allo stesso modo con cui abbiamo fatto per altre lingue antiche e moderne. Il nostro primo incontro con il sanscrito fu durante le vacanze estive dal quarto al quinto ginnasio, quando iniziammo appena lo studio dell'ebraico antico e del sanscrito. Il primo con l'aiuto di una grammatica ebraica, grazie ad una grammatica scritta in latino e riferita all'ebraico antico, il solo che ci possa interessare, una lingua semitica della stessa famiglia dell'arabo, su cui appena abbiamo avviato un apposito blog. Per il sanscrito avevamo scoperto in una biblioteca un Manuale Hoepli sul quale avevamo iniziato ad apprendere i caratteri. Iniziato l'anno scolastico, non era economico sottrarre tempo alle materie scolastiche per materie che scolastiche non erano.

Per il sanscrito è sempre rimasto in noi il fascino, forse ingigantito dall'ignoranza stessa di questa lingua. Siamo ora nell'epoca di internet che già a pochi decenni dalla sua creazione rivela tutta la sua potenzialità rivoluzionaria nella divulgazione delle conoscenze. Che sarebbe stato mai se non pochi decenni ma qualche secolo fosse già trascorso dalla sua apparizione? Noi siamo stati fra i primi ad averne accolto senza riserve le potenzialità, ed ad averne anche subito i rischi ed i pericoli. Riprendiamo dunque il cammino iniziato e subito interrotto in quella estate ginnasiale, ricercando non più quel vecchio Manuale Hoepli ma ciò che sul tema sanscrito offre la rete.

E troviamo un apposito blog, dove sono interessanti le poche cose che abbiamo letto e appreso, ma è anche proibitivo il costo di 25 euro all'ora che il suo autore chiede per impartire lezioni di sanscrito. Noi cercheremo risorse “free”, come sono sempre stati “free” i contenuti, originali o meno, che da parte nostra immettiamo nella rete. Intanto segnaliamo il sito di si è appena accennato: sanscrito.it, ed il suo autore fa di cognome Geymonat, a noi familiare per essere quello di uno dei manuali di filosofia sui quali abbiamo studiamo. Forse vi è una parentela, ma non vogliamo indagare. Il sito è interessante e da esso cercheremo di apprendere quanto è pubblicamente disponibile.